Il Salotto degli Autori

è la rivista dell’Associazione

CARTA E PENNA

gli argomenti trattati spaziano in vari campi culturali e prevedono l’attiva collaborazione degli abbonati.

 

22 aprile: giornata della Terra

La Giornata della terra, che si celebra il 22 aprile, fu istituita dalla pubblicazione del libro, manifesto ambientalista , “Primavera silenziosa”, della biologa statunitense Rachel Carson per valutare le problematiche ambientali.

Come nella vita umana le ricorrenze servono a fermare e dare significato al fluire ininterrotto e inesorabile del tempo, così nella storia le date, servono ad individuare dei momenti particolarmente significativi per dare un senso alle vicende umane, individuali e collettive. Diventano così delle occasioni per riflettere e cercare di capire il presente e nel contempo preparare un futuro sostenibile a livello ambientale, culturale, economico ed etico. Come ha dichiarato Enzo Fortunato anch’io “sogno un mondo senza giornate mondiali” perché in tal caso non ci sarebbero più questioni da risolvere e il mondo vivrebbe in pace.

Invece siamo ancora qui, a scrivere quanto è importante custodire il Creato mettendo in atto “Una rivoluzione verde”. L’uomo postmoderno sembra poter disporre di se stesso e della natura, ma sembra anche estremamente fragile di fronte a ciò che egli stesso ha messo in moto e generato. Pertanto è necessario un surplus di coscienza e di discussione per decidere insieme quale avvenire per l’era post-carburi. Questioni così gravi non possono essere lasciate solo nelle mani del mercato. Bisogna prevedere delle autorità internazionali capaci di imporre il principio di precauzione, anche frenando o bloccando il profitto, quando il rischio per l’uomo e l’ambiente rischia di essere troppo grande o addirittura irreversibile. Per rendere meno iniqua la globalizzazione sono necessari dei meccanismi di riequilibrio ecologico in grado di difendere la vita del Pianeta tramite il rispetto dei diritti umani e la tutela delle nuove generazioni.

Con questi brevi versi, “Flashback” in punta di matita, auguro a tutti voi lettori di trasformare l’estrema semplicità delle parole in poesia per il cuore del mondo.

IL Miracolo

Avvolti dal grigiore fumoso delle ciminiere,
Dei tulipani alzano le corolle al cielo
Nel tentativo folle di scuotere le radici
Conficcate nella terra bruciata.
Lampi di luce variopinta
Trafiggono il buio innaturale del vuoto
Per distinguere,
Nell’epifania,
Il bene dal male.

Luco dei Marsi 19-04-2021

Maria Assunta Oddi

 

Amiamo ancora il Pianeta Terra?

Abbiamo posto questa domanda ai nostri poeti…

Ecco le poesie di Franca Beni

Scrivere ancora       

Scrivere ancora di lune e di stelle,
d’albe, tramonti e dolci primavere.
Scrivere ancora di fantasie ed amore.

Io, poeta non poeta,
che guardo, ascolto, tremo, mi arrovello,
chiudo tutto nello scrigno del cuore
mentre osservo la fragile Terra
condannata a perire per noi,
noi che abbiamo stravolto la sua poesia.

Un’altra giornata      

Un’altra giornata di pioggia
un tempo poteva bastare;
oggi che tutto è esagerato,
segue una tromba d’aria,
la frana, l’alluvione.
Vi sembra regolare?

“Io lo dicevo
che non potevamo
fidarci degli umani”
si lamenta la Terra.
Ma Lui ci volle riprovare.

Soltanto io       

Soltanto io
posso udire stasera
questo fioco lamento
di una Terra che muore?
Chi ascolta,
se non questa Luna
che sparge la sua luce
con tenera pietà?

Potessi col mio amore
svegliare le coscienze addormentate,
mostrar di tal flagello
le conseguenze della stupidità.

Dobbiamo amare questa Madre Terra
per tutta la bellezza che rimane.
Lei si difende spargendo pianto e morte,
tenendo dentro al cuore la paura.

 

e Anna Maria Rimondotto

Risorse non rinnovabili

Trine sui vetri
legna
nella cesta.
Sofferenza
antica
amata dalla Terra.

Neon illuminano
il sole
termosifoni scaldano
la primavera.
Teatro
dell’assurdo.

La Terra
stupita
si inquieta.

Nell’abisso
tra due mondi
sprofonda
il mio isolamento.

Un colpo
secco, di vento
piega la betulla,
ma la linfa
fluisce ancora e mille semi
alati, volano leggeri
nella valle.

Foglie

Parto plurigemellare
la madre ammira, stordita
l’abito nuovo.
Il sole accoglie
trepido
la vita nuova,
pronto
con calde e forti
mani.

Si spalancano i pannelli solari
i cloroplasti
aprono i laboratori,
i tilacoidi, soldati attenti
ad assorbire
luce e amore.

L’occhio gode
alla vista,
sei mesi
di verde smagliante gioia.

Mosche
 

Dono di Dio
voi siete
ma perché ci sono anch’io
dove a migliaia vivete?

Un pezzo di montagna
si è staccato
non è più una cuccagna
salire a perdifiato.

Affrontiamo la doccia solare
spalmati e protetti
non serve pagare
per gli ultravioletti.

Il lago effimero sarà svuotato
il ghiaccio si scioglie
paura ci coglie
perché è capitato?

Orde di cavallette
invadono i campi
da questo flagello
Dio ci scampi.

Natura Matrigna
cosa devi perdonarci
non siamo più
figli prediletti?
Forse non ci ami
più come prima
forse qualcosa trami
e ai tuoi pensieri non siamo in cima?

Dispensi fulmini e saette
non sappiamo pensarti
capace di vendette
amati vogliamo riamarti.

Come un boomerang i gesti
regalano
eventi funesti.
Partita a tennis dagli esiti incerti
intervisto l’oracolo
studio i referti
si spera in un miracolo.

Da Palanfrè ai Laghi del Frisson, 7 luglio 2002

 

 

 


25 novembre, giornata

contro la violenza sulle donne

 

Lettera a mio padre 65×90 cm – anno 2018 – tecnica mista su tela

Il Pittore Francesco Rosina

e

il Poeta Massimo Spelta,

insieme contro la violenza sulle donne… sempre!

 

L’ Amore malato
Massimo Spleta (CR)

I miei occhi innamorati
non hanno visto
la mostruosità dell’uomo
così sogno e immagino
che sia l’amore
della mia vita.
Tra poco tornerà
arrabbiato e scontento
ed io detesto le sue mani
che mi toccano
e non sopporto l’odore
del suo dopobarba.
La sera mi terrorizza
e al primo scatto
della serratura
sento le viscere in subbuglio,
così mi avvicino a lui
con circospezione.
Temo nuovi colpi
sul mio corpo
già pieno di lividi
dove l’amore viene inciso
con la forza
e con i pugni.
Ho versato fiumi di lacrime
mentre le chiazze violacee
e bluastre sulla pelle
mi ricordano
le sue continue scuse
e promesse.
Intanto sogno
e immagino che sia ancora
l’amore della mia vita
ma un giorno troverò il coraggio
per respingere
le sue lusinghe.